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Letteratura

Joyce Lussu
Racconti sibillini
• Camilla • Lu règulu • L’Uovo di Sarnano • Itria e le lontre • Lo smerillone •
Prefazione di Alfredo Luzi

I racconti di Joyce Lussu, qui pubblicati, nascono da un’idea di storia in cui s’intrecciano varie accezioni: storia come «scienza degli uomini nel tempo», secondo la definizione di Marc Bloch in Apologia della storia; storia come novella, fiaba; storia come leggenda tramandata oralmente, archetipo culturale che ricompatta la diacronia temporale; storia come racconto della propria vita, narrazione autobiografica dell’io. L’elemento unificante è il foscoliano incantesimo della parola.

Paolo Baleani
Undici racconti etiopi

Questi racconti sono il seguito di quanto pubblicato sotto il titolo “IN ADDIS”.
Il contesto della narrazione è lo stesso, Addis Abeba e il suo territorio. Lo sguardo invece è in qualche misura diverso, se vogliamo meno stupito e più analitico visto che ho continuato a viverci un po’ a salti per i successivi tre anni.

Nazzareno Paniconi
Critica letteraria sulla prima attività narrativa di Nazzareno Paniconi

Nella raccolta di articoli e saggi e nella corrispondenza con le case editrici si constata che le opere della prima attività narrativa di Nazzareno Paniconi sono state lette ed esaminate sempre con molta cura anche quando non hanno trovato un riscontro immediato, concreto, per la pubblicazione e dai giudizi espressi emerge la positività dei contenuti umani e cristiani, nei quali l’autore crede.

Emanuela Rossi
Eravamo con il vento

Gli ingredienti di sfogo per puntualizzare un diario ci sarebbero stati tutti.
Li ha dirottati invece con abilità, tenendo a freno un pianto sempre pronto a sciogliersi per un dolore che la sopraffà e che difficilmente troverà una sistematica collocazione.
Ripercorre le tappe di un incontro che ha segnato la sua vita e che ha dato i suoi frutti.
L’amore tiene legato ogni evento dal più piccolo al più grande. Percepito. Accarezzato. Vissuto.

Nazzareno Paniconi
Tre racconti della mia terra

I Tre racconti della mia terra di Nazzareno Paniconi, scrittore marchigiano, che della sua terra ha saputo assorbire tratti umorali e persino lunatici, costituiscono una sorpresa piacevole nel panorama letterario delle Marche.

Nanda Annibaldi
ovvero l'Ossimòro

L’idea di questa scrittura non l’ho cercata lontano, mi è nata tra le mani con la semplicità di chi guarda osserva deduce.

Giuseppe Vannicola
Il veleno

Nota introduttiva e cronologia di Marina Bernardini
con un articolo di Carlo Melloni
Nel centenario della morte dell'ultimo «bohémien d'Italia», ripubblichiamo l'opera in prosa Il veleno, edita a Firenze nel 1911 come primo numero della collana Prose dell'editore Baldoni.

Ciro Bove
Il pensiero, la parola e l'eterno.
Poesie e dialoghi

L'esserci (il Dasein), la parola, il morire e il silenzio dell'eterno. Una rappresentazione del conflitto umano: l'uomo esistente, che nel breve arco della vita trova il proprio bene e il proprio sentirsi vivo (Diòniso) e la vita come coscienza dell'uomo nell'essere teso a Dio, a un bene divino (Maria di Màgdala).

Giulio Ferroni
«Per fuggir la mattana».
Annibal Caro e la scrittura

Raccolgo in questo volume i miei saggi su Annibal Caro, redatti generalmente in anni lontani e in collegamento con il lavoro della mia tesi di laurea (discussa con Walter Binni e Riccardo Scrivano il 1° marzo 1967), che consisteva in un’ampia monografia su tutta l’opera dello scrittore di Civitanova.
Paolo Petruzzi
Leopardi e il Libro sacro
Memoria biblica e nichilismo

Il volume presenta una rilettura degli scritti leopardiani, soprattutto quelli filosofici, con l’intento di ricostruire il complesso rapporto tra il poeta recanatese e la Bibbia. Il giovane figlio del conte Monaldo inizia lo studio dell’Antico e del Nuovo Testamento negli anni della fanciullezza, nella prospettiva della tradizione apologetica moderna.
Joyce Lussu
Inventario delle cose certe
a cura di Gianfranco Leli
Terza edizione con due nuove poesie

Sul certo non possiamo non capirci; non ci sono casi speciali; la maniera migliore di vivere è quella di non prendersi troppo sul serio.