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Novità

Andrea Livi (a cura di)
note esplicative Carlo Cipolletti

Fermo nei libri dell'800

• Giuseppe Fracassetti, Notizie storiche della città di Fermo, 1841 •
• Antonio Curi Colvanni, Fermo dal 1849 al 1860, 1893 •
• Filippo Raffaelli, Guida artistica di Fermo, 1889 •
• Giuseppe Barboni, Diario sacro storico-statistico di Fermo, 1854 •
• Giuseppe Barboni, Diario sacro storico-epigrafico di Fermo, 1855 •
• Luigi Mannocchi, Guida pratica dei monumenti e delle opere d’arte, 1900 •
• Antonio Curi Colvanni, Su e giù per Fermo, 1892 •
• Giuseppe Branca, Fra i Sibillini e l’Adriatico, 1896 •
• «La Patria. Geografia dell’Italia», 1898 •
• Scarabocchio, Margutto lunario, 1898 •
• Scarabocchio, Margutto lunario fermano illustrato, 1899 •

Marca/Marche 18/2022
Per una storia dell’alimentazione nelle Marche

- «Un libro detto emptionum molendinorum»: il comune di Ascoli e i contratti di acquisto dei mulini del 1281
- Insediamenti francescani nella Marca di Ancona. Dalla precarietà esistenziale alla stabilità insediativa (cod. Vat. Lat. n. 1960
- Alcune precisazioni cronologiche sui polittici fermani di Jacobello del Fiore
- I maestri spadai di Fermo e di Brescia e altri armaioli sulla piazza di Foligno in età moderna
- Il fermano Giacomo Antonio Contucci, un argentiere ritrovato
- L’infanzia tra nazionalismo e fascismo. L’Associazione Nazionale Piccoli Italiani nella provincia di Ancona (1920-1926)
- Un lontano, poco noto ma significativo contributo marchigiano alla memoria della Shoah: Il disegno di Zinaida di Alvaro Giacchio
- Visività e teatralità nelle Novelle edite e rare di Ugo Betti
- Beating the Girl Next Door. Sport, genere e identità territoriale. Il caso di Jesi tra XX e XXI secolo

Mattia Luzi
Montegallo. Ricerche storiche e memorie

Questo libro nasce come tentativo di colmare la scarsità di pubblicazioni storiche concernenti Montegallo. Attraverso la consultazione di fonti scritte e orali, si è cercato di ricostruire le vicende di questo piccolo ma prode Comune ai piedi del Monte Vettore. Nei secoli, difatti, sono state molte le dimostrazioni di virtù e coraggio dei suoi abitanti; un esempio su tutti riguarda il periodo dell’unificazione d’Italia, quando Montegallo diede feroce battaglia e fu l’ultimo baluardo dello Stato Pontificio ad arrendersi.
Ampio spazio è dedicato anche alle leggende locali, ai legami montegallesi con il mito della Regina Sibilla e al Beato Marco, acerrimo nemico dell’usura e fondatore di Monti di Pietà a prestito senza interesse, unici nel loro genere.

Pompilio Bonvicini
FALERONE
Dall’antichità al Medioevo… e gli scavi archeologici di Falerio Picenus
a cura di Claudio Giovalè
seconda edizione

A trent’anni dalla prima edizione, si è resa necessaria una ristampa per il favore riscontrato da quest’opera fra i lettori. Studiosi, studenti, turisti e semplici appassionati di conoscenza, negli anni, hanno continuamente richiesto copie della “Falerone” di Pompilio Bonvicini, esaurendone la tiratura. L’autore non poté verificare tale consenso, perché il lavoro venne editato poco dopo la sua morte; di certo si sarebbe compiaciuto per la diffusione e probabilmente, grazie alla nuova opportunità editoriale, ne avrebbe arricchito e perfezionato i contenuti.
La riedizione ha lo stesso testo e le immagini apparsi nella prima stampa del 1991. Non si è voluta alterare nemmeno l’asciuttezza delle note esplicative, considerando il loro icastico apparato, necessario al rigore documentale, ancora pienamente sufficiente per una comprensibile fruizione.

Fabio Mariano
Paesaggi d’Architettura
con brevi note storiche sulla fotografia dell’architettura
Prefazione di Stefano Papetti
n. 241 foto di catalogo

Per chi si occupa di Storia dell’Architettura, della Città o del Paesaggio, credo che l’uso personale della fotografia attraverso il compasso del proprio occhio debba essere ritenuto uno strumento indispensabile di lavoro, paragonabile almeno a quello della ricerca storico-critica e documentaria. Per me lo è stato, ed ho voluto raccoglierne qui le tracce degli ultimi cinquant’anni, in un catalogo di appunti visivi che sono stati anche strumenti conoscitivi, quanto interpretativi del fenomeno architettonico. Per meglio sostanziare il concetto ho ritenuto utile riassumere brevemente alcune tappe storiche della giovane storia della fotografia – in fondo meno di due secoli, neanche paragonabili con quella delle altre arti figurative – anche perché l’influsso esercitato dal progresso della tecnica ha svolto qui un ruolo determinante anche nell’evoluzione del linguaggio della disciplina stessa e del suo impatto culturale sulla società in senso lato, ma anche nello specifico della comunicazione della stessa architettura.

Carlo Cipolletti
Fermo. Storia artistica della città del Girfalco
nuova edizione
In appendice
L’arte araldica del Rinascimento fermano.
Un armoriale dei podestà e capitani del Popolo di Fermo della seconda metà del XV secolo


Questo libro parte dallo stesso presupposto: per potere trattare gli aspetti artistici di Fermo, dobbiamo prima conoscere la sua storia, partendo da quando esisteva, presso l’attuale piazzale del Girfalco, sul colle Sabulo, solo un piccolo abitato di popolazioni arrivate dall’Etruria.
La storia di Fermo, fino alla fine del XV secolo la più importante città di tutte le Marche, inizia nel 264 a.C., quando i Romani fondarono la colonia di Firmum, della quale, oltre che della storia, ricavata dalle fonti antiche, daremo, utilizzando i dati archeologici in nostro possesso, una dettagliata ricostruzione topografica.

Marca/Marche 17/2021
Epidemie nell’Italia centrale
Dalla peste al colera, dalla spagnola al covid

- L’Annunziata di Montecosaro tra toponomastica, storia e recenti indagini
- Il Ponte del Diavolo di Tolentino: un’opera probabile di fra Benvegnate da Cingoli e l’origine di una nota leggenda
- Mercanti di armi e maestri di corazze a Fermo nella seconda metà del XV secolo
- Il Quattrocento artistico fabrianese
- «Bellum Truentinum» dall’assedio di Civitella alla pace di Cave
- Presenza storica del lupo nel territorio della Provincia di Ancona
- Il commercio della lana a Visso e a Foligno nel Cinquecento
- Un caso di potere familiare. I Gasparri-Silj notabili tra Otto e Novecento
- Colpa e pietà in Frana allo Scalo Nord

Domenico Pupilli
Carte fermane
Figure e aspetti della cultura fermana contemporanea
Introduzione di Alfredo Luzi

Leggendo la nuova edizione di Carte fermane ho ritrovato, questa volta non nella grafica ma nella scrittura, le peculiarità dello sguardo di Domenico sul mondo di cui è nel contempo protagonista e interprete: empatia con l’altro da sé, ironia, compassione, lucidità di analisi.
Egli delinea i profili di personaggi, noti o meno noti, che nell’arco di circa un secolo hanno testimoniato la vitalità culturale del territorio fermano, e trasforma le biografie individuali in occasioni di storia sociale vissuta nello spazio visivo del paesaggio tra l’Adriatico e i Sibillini, una costante tematica in tutti gli scrittori citati.
Grazie al suo paziente lavoro di documentazione storico-letteraria il lettore può accedere ad un complesso spaccato della società fermana e del territorio nel suo evolversi dai tempi in cui, come scrive Veneranda D’Aprile, «i baci si davano ai Santi» a quelli della nostra quotidianità.

Alessio Colarizi Graziani
DIVERTIMENTI TEATRALI
in versi e prosa

- monologhi, dialoghi, fiabe a più voci, bisticci amorosi -
- per spettacolini in famiglia e salottieri -

Amico lettore, non sono un critico letterario. Se anche lo fossi, non sarei comunque molto credibile nelle vesti di giudice di me stesso. Come autore, invece, posso spendere qualche parola per accennare alla genesi di questa raccolta.
Ho visto che alcuni miei scritti, in prosa e/o in versi, annotazioni scherzose sparpagliate nell’arco di diversi anni e occasionalmente da me declamate in qualche ristretta cerchia di amici, avevano una valenza vagamente teatrale. Da cui il titolo di questa raccolta.

Paolo Pinti
ARMI e ARTE nelle Marche
un viaggio per musei, chiese e castelli, nel territorio marchigiano, alla ricerca di armi antiche, alla scoperta di cose belle

Sessantotto capitoli racchiudono parte delle “scoperte” fatte in parecchi decenni di visite di musei, chiese e castelli delle Marche, alla ricerca di armi antiche e delle loro raffigurazioni in dipinti e sculture.

Luigi Verducci
Passeggiate nel cielo stellato

Questo libro nasce per facilitare l’orientamento al cielo e ha l’obiettivo di rendere chiunque in grado di riconoscere le principali costellazioni.
Nelle mie osservazioni mi sono reso conto che è utile avere dei punti di riferimento per capire quali costellazioni si trovano vicine per poterle individuare con più facilità. Le storie della mitologia greca sono una formidabile risorsa in questo senso, ma molto utili, soprattutto per chi è appassionato di scienze, possono essere gli aneddoti connessi alla storia dell’astronomia e alle sorprendenti e spesso recenti scoperte sull’universo.
Pertanto questo libro parla di tre cose: costellazioni, miti greci e astronomia.
Prima di iniziare il nostro viaggio, tre piccole avvertenze.

Alessio Colarizi Grziani
Vagando e… divagando
POESIE 1990-2020
Illustrazioni di Chiara Armezzani

La personalità di Alessio Colarizi Graziani è sempre articolata in seducenti slanci d’eclettismo; per coglierla interamente è utile conoscere la sua passione per la musica, non solo in ascolto, ma in esecuzione diretta con il flauto dolce, le cui melodie viaggiano attraverso modulazioni e toni di diversa intensità; il senso del ritmo è trasmesso da una cadenza che nel suo incedere può arrivare anche a guizzi e virtuosistici saliscendi.

Marca/Marche 16/2021
Storie di Scuole nelle Marche
La Scuola in tempi di emergenza

- Templari nell’alta valle del Chienti
- Aspetti politici e sociali di vita femminile nella Marca d’Ancona (XIV-XV secolo)
- «
Bellum Truentinum». Dalla discesa dei Francesi al sacco di Campli (3ª parte, gen.-apr. 1557)
- Le piazze commerciali di Ancona e Foligno agli inizi dell’età moderna
- L’acquedotto pontificio di Loreto. Un acquedotto tardo rinascimentale di quattrocento anni
- Condizione femminile, prostituzione e controllo sociale. Il Dipartimento del Musone e Camerino in età napoleonica
- L’ardore e il verno. Meteorologia e clima in Leopardi
- Le
infaustorum kalendae a Senigallia nel sec. XVIII
- Ercole Luigi Morselli: una «febbrile agognante e insoddisfatta anima moderna»

Fabio Sileoni
Nicola Benedetti
celebre basso verdiano (1821-1875)

prefazione di Piero Mioli

Esattamente duecento anni fa, il 18 giugno del 1821, nasceva a Pollenza Nicola Benedetti, celebre basso di grande talento, tra i più apprezzati cantanti lirici del XIX secolo, scomparso prematuramente a soli 54 anni. Uomo mite e riservato, ritiratosi dalle scene nel 1868, trascorre gli ultimi anni della sua vita nel borgo natio, nella riservatezza dell’ambiente famigliare. Il lirico scompare silenziosamente, nemmeno i giornali musicali dell’epoca sembrano toccare l’argomento della sua dipartita, nonostante in vita abbia calcato con successo i palcoscenici dei più noti teatri italiani ed europei.
Il primo a tentare di dissolvere parzialmente le nebbie che avvolgono la figura del celebre basso pollentino è l’artista Giuseppe Fammilume; questi, in qualità di fondatore e capo della Corporazione del Melograno, associazione nata per la valorizzazione della cittadina di Pollenza, commissiona una breve ricerca sulla figura di Nicola Benedetti; questo percorso di “riemersione” della figura del cantante proseguirà molti anni dopo con il volume Cantanti verdiani marchigiani dell’800, di Pietro Molini e Paolo Peretti, volume II della Trilogia verdiana marchigiana, pubblicato nel 2017, dove Nicola Benedetti è annoverato tra i cantanti marchigiani alle prime verdiane, in quanto creatore del ruolo di Banco nel Macbeth di Giuseppe Verdi, andato in scena al Teatro della Pergola di Firenze nel 1847.

Romolo Murri
De Regimine Ecclesiae
a cura di Paolo Petruzzi

Ci sono luoghi del nostro Paese che non sarebbero mai ricordati nel tempo se non avessero legato il loro nome ad un personaggio noto. È questo il caso di Gualdo, un borgo dell’entroterra maceratese che è stato per Romolo Murri il rifugio nel quale trovare la tranquillità necessaria per far fronte alle molteplici difficoltà incontrate nel corso della sua travagliata vicenda umana.

Sandro Mongardini
Tra Immagini e Parole
La matrice visiva nei racconti di Alvaro Valentini

I testi di Valentini poeta, narratore, critico letterario sono noti, apprezzati, adeguatamente ristampati e diffusi. Mongardini propone una rilettura degli articoli che il professore aveva dedicato alla fotografia, apparsi su riviste di settore («Ferrania», «Fotografia», «Popular Photography Italia»); e che da quei lontanissimi anni ’50 non sono più tenuti in considerazione: un risarcimento, e un aspetto non marginale della attività e della personalità di Valentini, che propugna – nel mondo dei fotografi – una maggiore conoscenza delle letterature, e una emancipazione dal mito-feticcio della fotografia singola, esemplare, perfetta, a favore del “Racconto fotografico”, racconto per immagini che la fotografia può realizzare con una sua specificità sua, rispetto al cinema.

Andrea Livi (a cura di)
Il mestiere dell'editore
dai caratteri di piombo al digitale

Annali di Andrea Livi editore

Il mestiere dell'editore

La piccola editoria vive di intuizioni, di incontri e di scoperte. È un’attività con un elevato grado di imprevedibilità circa il successo o meno di una pubblicazione per tanti fattori imponderabili.
Si dice che i libri sono facili da pensare, difficili da realizzare e difficilissimi da vendere. A questo proposito così si espresse lo scrittore tedesco Felix Dahn (1834-1912): «Scrivere un libro è facile: ci vuole soltanto una penna, l’inchiostro e la carta. Comporre un libro è già più difficile, perché non di rado il genio si esprime con una grafia illeggibile. Leggere libri è più difficile ancora per via della minaccia incombente del sonno. Ma vendere libri è l’impresa più ardua che un essere umano possa affrontare». Ma, di libro in libro, l’editore va avanti, sempre illuso e sempre rincuorato perché ogni volta l’emozione si ripete: dietro ogni libro c’è una sommatoria di azioni, di decisioni e di aspettative.
A chi mi chiede perché ho deciso di fare l’editore rispondo (celiando) che questo mi è sembrato il modo migliore per pubblicare i libri che avrei voluto scrivere, affidandoli a chi è più bravo di me.

Riccardo Renzi
La tradizione delle opere sallustiane
dai manoscritti agli incunaboli della Biblioteca civica di Fermo

La presente trattazione si prefigge l’obiettivo di ricostruire la fortuna avuta dalle monografie sallustiane (il De Catilinae coniuratione e il Bellum Iugurthinum) nel corso dei secoli, dall’antichità agli inizi dell’età moderna, dunque sino all’invenzione della stampa, facendo particolare attenzione ai secoli che vanno dal XIII alla fine del XV. Per il suddetto lasso di tempo il lavoro si sposta poi dal macrocosmo europeo al microcosmo della Biblioteca Civica Romolo Spezioli di Fermo.

Joyce Lussu
Racconti sibillini
• Camilla • Lu règulu • L’Uovo di Sarnano • Itria e le lontre • Lo smerillone •
Prefazione di Alfredo Luzi

I racconti di Joyce Lussu, qui pubblicati, nascono da un’idea di storia in cui s’intrecciano varie accezioni: storia come «scienza degli uomini nel tempo», secondo la definizione di Marc Bloch in Apologia della storia; storia come novella, fiaba; storia come leggenda tramandata oralmente, archetipo culturale che ricompatta la diacronia temporale; storia come racconto della propria vita, narrazione autobiografica dell’io. L’elemento unificante è il foscoliano incantesimo della parola.

Marca/Marche 15/2020
Storie di donne nelle Marche:
monache, streghe, lavoratrici, ribelli, letterate

a cura di Olimpia Gobbi

- «Bellum Truentinum». Il contributo di Fermo nella Guerra del Tronto a difesa delle retrovie meridionali della Marca (seconda parte, 1555-1557)
- Nuove indagini archeologiche nel territorio faleronese: l’area di S. Paolino
- Sisto V e la lotta al banditismo alla luce degli “avvisi” del suo tempo
- Il polo commerciale terrestre di Pesaro nella prima età moderna. Alcuni aspetti dalle fonti folignati
- Presenza storica del lupo nel territorio ascolano
- Una lettera inedita di Pietro Nenni a Giovanni Conti
- Note sull’architettura razionalista nelle Marche ed il caso di Pesaro
- Scrittura e Pittura. Rileggendo
Passeggiata con la ragazza di Luigi Bartolini
- Il Fondo catastale dell’Archivio di Stato di Fermo - Note varie sugli studi di Stefania Pasti per la
Trasfigurazione di Raffaello
- Una
ketubà di Ancona alla British Library
- I cognomi e i soprannomi dei Fiuminatesi. Origini e cause

Diego Pedrini - Lucia Dubbini
Il prezzo del perdono
Il Tribunale episcopale di Jesi in età moderna (1530-1730)

I tribunali vescovili italiani dell’età moderna e in particolare nel periodo seguente il Concilio di Trento, rappresentano un soggetto storico elusivo e analizzarne la storia, i meccanismi e l’interazione con la società che li circondava è un compito piuttosto complesso. Innanzitutto oltre alla dispersione di molti archivi delle corti ecclesiastiche e l’oggettiva difficoltà di accedere ad essi laddove esistano, l’analisi storiografica di queste istituzioni ha avuto spesso, con alcune notevoli eccezioni, un valore parziale all’interno di studi di ampio respiro che ne hanno dato una duplice interpretazione. Da un lato sono state descritte come parte del sistema repressivo imperniato sulla figura del Vescovo, quindi componenti del complessivo disegno di controllo sociale intensificatosi nel periodo post tridentino e dall’altra sono state valutate come istituzioni progressivamente superate dall’avanzare del potere dell’Inquisizione Romana. Inoltre alcune importanti analisi locali hanno determinato alcuni punti salienti comuni e altri relativi alle realtà regionali che hanno iniziato a modulare in modo più dettagliato i caratteri specifici dell’istituzione.

Veneranda D’Aprile
Ragli d'asino non arrivano in cielo
Racconti di vita contadina

Questo libro descrive, partendo dal reale quotidiano della sua famiglia, il momento di trapasso. Figlia di contadini di Monteleone, piccolo paese nelle colline del fermano, riesce, con un’indomita battaglia contro i condizionamenti trovati nascendo, ad appropriarsi della cultura che li ha creati e di quella che li contesta, e si proietta nell’avvenire senza rinnegare nulla del suo passato.

Alessio Colarizi Graziani
Li rendocchi de la Torretta
poesie dell’autore in dialetto fermano
con note e traduzione in italiano (2007-2020)

Nato nella Fermo di Tamanti, residente nella Roma dell’antico Belli e di Trilussa, Colarizi non poteva non seguire anche formalmente le vie dei maestri con la quartina, endecasillabo e rima baciata e anche alternata. C’è dei maestri anche la brillantezza, il riso e l’irrisorio, il gusto del lazzo e del frizzo. Cose ben fatte. Le battute iniziali e intermedie preparano la risata finale. Così già dal primo testo Preghete la vostra ch’io prego la mia, che finisce con un riferimento illustre sul calco di Carmelo Bene: Sono apparso alla Madonna. Ma poco dopo nel testo successivo (Cristina) già il poeta suona un registro diverso, quello dell’amore e del suo ricordo. Segno che il nostro autore domina vari temi e toni. E questa duttilità gli fa onore. Versi che profumano di dialetto come il camino ha la fragranza della fiamma sprigionata dalla legna stagionata, e la pronuncia cricchia e scroscia perché non è artefizio, costruzione fatta a tavolino o su raffinati vocabolari ma riflette la lingua del popolo, del quotidiano, della realtà. Dunque buonumore, facezia, sapienza e tanta comicità. Ma dentro c’è una forte carica di verità.

Lando Siliquini
Lingua di Marca
La ricerca e l’orgoglio delle radici

Traduzione inglese delle voci a cura di PAMELA VENTURA

Definire lingua picena un parlato centro italico marginalizzato dagli studiosi e snobbato dai circoli culturali fino a essere privato della stessa identità e dignità dialettale, può apparire assurdo o inutilmente provocatorio.
Prima di addentrarsi nella discussione vanno pertanto chiariti alcuni equivoci di fondo talora alimentati dagli stessi cultori della materia.
Va innanzitutto evidenziato che il modo di parlare nell’Italia mediana, escludendo la Toscana, ha un fondo linguistico comune che non viene inficiato dalle varianti locali, mostrando un medesimo sostrato. Esso si pone in netta distinzione tanto con le parlate settentrionali quanto con quelle meridionali; e le barriere linguistiche rappresentate dal Tevere a nord-ovest, dai fiumi Potenza ed Esino a nord e dall’Aso a sud sono le più nette e percepibili d’Italia o forse d’Europa.
Un secondo luogo comune da sfatare è la convinzione, figlia di un certo nichilismo marchigiano, che il vernacolo fermano maceratese sia il semplice riflesso di ritorno del parlato medio tirrenico.
Ancora più radicata è poi la falsa conclusione che i fenomeni lessicali, fonetici, morfologici e semantici diffusi in questa area rappresentino un deterioramento caricaturale della lingua nazionale.
Come ingiustificata è la definizione di “dialetto della /u/ finale”, assai più calzante per il ligure, il calabrese, il salentino, il siciliano, il sardo.
Non si vuole invece neppure immaginare che si possa ancora confondere il toponimo “piceno” con “ascolano”.

Keoma Ambrogio
Forma Urbis Firmi
Regola e ornato dagli Statuti comunali alla Commissione edilizi

La Forma urbis Romae (anche detta Forma Urbis Severiana) è una complessa opera parietale, incisa su lastre di marmo, rappresentante la planimetria della città di Roma ai tempi di Settimio Severo; realizzata tra il 203 e il 211 d.C., era un tempo collocata sul prospetto del Tempio della Pace. La Forma Urbis rappresenta l’astrazione grafica della proprietà edilizia e della conformazione della città, tanto da essere considerata dagli storici una “pietrificazione” del catasto vigente all’epoca di Settimio Severo, conservato probabilmente nelle sale interne del tempio stesso.
Il presente studio ha l’intento di offrire una serie di documenti utili alla comprensione, certamente parziale, di alcuni episodi della storia urbana della città di Fermo attraverso la pubblicazione di strumenti differenti, per loro natura, dalle planimetrie storiche – comunque intensamente coinvolte nella trattazione – ma non per questo meno efficaci nella ricostruzione di una Forma Urbis. Il tessuto urbano e l’edilizia che lo costituisce si sono definiti in tempi lunghissimi, attraverso stratificazioni e modifiche che hanno progressivamente portato all’immagine spaziale e figurativa che noi oggi possiamo contemplare, determinate da interventi privati e pubblici o da una loro compresenza, sempre nel rispetto di una serie di norme e tappe fissate dalla Magistratura cittadina.

Maurizio Mattioli - Mario Cignoni
Porto San Giorgio un castello sul mare

Nell’affrontare la lettura di questa “storia urbana di Porto San Giorgio” sviluppata nel corso di tanti anni, è doveroso spiegare ai lettori le ragioni di questa ricerca. Ci ha spinto la passione per la storia del paese in cui si è nati o in cui si è trascorsa buona parte della propria giovinezza. Sembra quasi impossibile pensare che, entrati nel XXI secolo, non sia stata definita l’origine del paese che pur vanta notevoli vestigia architettoniche del passato ancora visibili e imponenti.
Persino l’origine della rocca, sconosciuta alle cronache degli antichi come alle fonti d’archivio, sarebbe ignota se non fosse giunta fino a noi l’iscrizione lapidea inserita sopra il portale d’ingresso.
Le difficoltà incontrate dagli storici del passato (secoli XVII-XIX) riflettono lacune documentali. Cesare Trevisani, con lo pseudonimo Cesare d’Altidona, nel suo Porto San Giorgio e visite ai dintorni pubblicato nel 1929 scriveva: «Reliquie di tempi neppur troppo lontani andarono quasi tutte disperse, molte perdute per sempre. Cosicché il difetto di tracce allettanti va forse considerato fra le cause non ultime del lungo oblio, onde priva di stimolo rimase disamorata dell’indagine la libera passione degli studiosi. Né dai pochi e fuggevoli tentativi era da aspettarsi gran virtù di sgombro contro la secolare tenebra, non mai messa a prova sotto il raggio penetrante di un severo criterio storico».

Diego Pedrini - Elenora Barontini (a cura di)
Il vescovo e gli inquisitori.
La corrispondenza tra la congregazione del Sant’Ufficio e i vescovi di Osimo (1593-1773)
Introduzione di Vincenzo Lavenia

Auspicata nel corso del Novecento da molti storici, laici e cattolici, l’apertura degli archivi centrali del Sant’Uffizio romano – voluta da Giovanni Paolo II in vista del Giubileo del 2000 e disposta dalla Congregazione per la dottrina della fede, allora presieduta da Joseph Ratzinger, nel 1998 – ha contribuito a incrementare in misura considerevole gli studi dedicati al funzionamento della corte cardinalizia del Sant’Uffizio e quelli sul controllo della stampa (imprimatur, commercio dei libri, censura, stesura degli indici, espurgazione, auto-emendazione, permessi di lettura).

Marilena Sparapani
«Suo affezionatissimo figlio». Lettere di Alessandro Maggiori al padre (1785-1823)

La raccolta di manoscritti autografi del conte Alessandro Maggiori è costituita da oltre 400 lettere, disegni, poesie e documenti vari del periodo che va dal 1785 al 1823.
Alcuni brani dei manoscritti, conservati presso la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, sono stati pubblicati negli ultimi anni per studi su temi specifici. Il presente lavoro di trascrizione ha riguardato tuttavia la totalità dei documenti, compresi quelli finora inediti conservati presso la Biblioteca Civica «Romolo Spezioli» di Fermo e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. L’epistolario contiene le lettere indirizzate da Alessandro al padre Annibale Maggiori Guerrieri (1731-1809) e alla sua famiglia; purtroppo non sono note le lettere di risposta. Il criterio seguito nell’elencazione dei manoscritti dell’epistolario è cronologico per le lettere che è stato possibile ordinare in tal senso (o esplicitamente datate o databili dal contesto) dal 1785 al primo decennio del 1800. Ciò ha evidentemente permesso la ricostruzione di un racconto, seppure incompleto, della vita di Alessandro a partire dagli anni degli studi a Bologna fino al periodo vissuto a Fermo durante le vicende legate alle guerre napoleoniche. L’intero epistolario può essere considerato un percorso culturale, in cui l’autore scopre e descrive via via il patrimonio artistico di Bologna, delle Marche, e delle città visitate nei suoi viaggi, in particolare Firenze, Pisa, Modena, Parma, Roma, che documenta con le sue emozioni, osservazioni, disegni: tuttavia non si tratta solo di una guida storico-artistica, ma di uno spaccato di vita vissuta che coinvolge il lettore, pur nella complessità dell’approccio, e di una autobiografia degli anni di formazione umana e culturale che incideranno in modo determinante nella sua vita, la cui profonda erudizione si costruisce proprio a partire dal periodo giovanile trascorso a Bologna, frutto di studi rigorosi e di letture in ogni campo.

Marca/Marche 14/2020
L’Archeologia medievale nelle Marche:
storia, ricerche sul campo, materiali, architetture, armamenti

a cura di Umberto Moscatelli

- Il territorio di Recanati: 35 anni di ricerche archeologiche
- La statua loricata di Fossombroneo
- Il santuario di Macereto: revisioni e nuove proposte
- Tra Migliorati e Sforza: inventari e sviluppo del Girfalco di Fermo nella prima metà del XV secolo
- La committenza artistica del mercante fermano Giovanfrancesco Rosati
- Le attività produttive e commerciali dei Gubbio nel Cinquecento
- Le epidemie dei secolo XV-XVIII nelle fonti archivistiche ascolane
- Giulia Braschi Bonaccorsi. Vita, epoca e posterità
- Fattori climatici e salute
- La grande alluvione del 22 settembre 1855 a Senigallia e nelle Marche settentrionali
- La “Verità” di mons. Carlo Castelli sul caso Murri
- “L’eterno ed alterno mare”. L’Adriatico negli scritti di Adolfo De Carolis


Marca/Marche 13/2019
Imprese e industria nelle Marche del Novecento
a cura di Marco Moroni

- Carlo Crivelli, dalla Dalmazia alle Marche. Il contesto politico, economico e sociale in cui svolse i suoi primi anni di attività il pittore veneziano
- Presenza storica del lupo nel territorio fermano
- I Gentili di Foligno e Ancona e la cartiera di Frasso Sabino (Farfa) nel Cinquecento
- Violenza e controllo sociale nel ’600 attraverso i documenti del tribunale vescovile di Osimo
- Dalla Marca alla corte della regina Cristina di Svezia a Roma nel Seicento
- Leopardi e le lettrici del suo tempo. Tre esempi per delineare un pubblico femminile contemporaneo
- Andrea Cassulo, vescovo di Fabriano e Matelica (1914-1921) (spunti per una biografia)
- La storia in versi. La poesia di Ernesto Ciucci
- Dalla fontana al ponte: immagini di San Benedetto del Tronto (1860-1960)


Fabio Macedoni
Luci e colori della mia terra
testi poetici di Lucia Nardi in arte LuNa
a cura di Alberto Pellergino

La prima sensazione che ho provato di fronte alle fotografie di Fabio Macedoni è stata la loro capacità di entrare immediatamente in comunione con quanti le guardano, perché esse incarnano il sogno di una natura incontaminata che è ancora possibile far diventare realtà. Da esse traspare un grande amore per la natura e di riflesso per la vita, un amore ingenuo ma genuino, il quale si esprime attraverso il linguaggio semplice del francescano Cantico delle creature: «Laudato si’, mi’ signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».

Alberto Pellegrino
La vita avventurosa di Cecco d’Ascoli medico, scienziato, astrologo e poeta

La vita avventurosa di Cecco d’Ascoli, poeta, medico, filosofo e astrologo, è per molti aspetti avvolta nel mistero, poiché la conoscenza delle diverse fasi della sua esistenza e di alcuni specifici avvenimenti deriva da fonti contrastanti e spesso inquinate da riferimenti leggendari. Il destino di Cecco, che ha qualcosa di affascinante e di tragico, è simbolicamente racchiuso in tre splendide piazze, che rappresentano l’alfa e l’omega della sua vita: la Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, la città da cui ha preso il nome; la Piazza Maggiore di Bologna, la città dove ha esercitato il suo magistero universitario; la Piazza di Santa Croce a Firenze, il luogo dove è stata eseguita la condanna a morte comminata dall’Inquisizione.

Andrea Livi a cura di
Fermo sportiva dagli anni ’50 agli anni ’70

• calcio • ciclismo • automobilismo • motociclismo • motocross • atletica pesante • ginnastica • judo • pallacanestro maschile • pallacanestro femminile • pallavolo • pugilato • scherma • tennis • ricreatorio • giochi della gioventù • altre attività sportive • competizioni e giochi popolari •

Marca/Marche 12/2019
I mestieri dell'Appennino
Ambienti, pluriattività e mobilità
a cura di Augusto Ciuffetti

- Il Picenum Suburbicarium e la nascita dei gastaldato di Septempeda e Castelpetroso
- Mito e tradizione dei cavalieri nei segni comunali tra Marche e Abruzzo
- La cattedrale di Fermo nel Medioevo: vicendastorico-artistica e fasi costruttive
- La fraternita di Santa Maria di Castelnuovo di Recanati (secoli (XV-XVIII)
- i divertimenti come espressione del disordine e del controllo negli atti dei tribunali vescovili di Jesi e Osimo
- Il palio delle cavalle a Foligno nel 1733 nell'ambito delle competizioni umbro-marchigiane
- Le Marche di Stemdhal: estetica ed etica
- Ludovico Passarini e Giuseppe Pitrè studiosi di folclore

Fabio Mariano
La Villa Bonaparte a Porto San Giorgio. I disegni di Ireneo Aleandri

L’occasione del restauro del fondo dei disegni di proprietà della benemerita Società Operaia “Giuseppe Garibaldi” di Porto San Giorgio, sovvenzionato dalla Regione Marche, ha ricollocato sotto i riflettori uno dei segni territoriali più originali dal lascito d ella pur breve ma incisiva dominazione in terra marchigiana. Incisiva soprattutto per le illuminate novità indotte nella sonnolenta gestio ne amministrativa dello Stato pontificio, riforme che prolungheranno i loro effetti razionalizzanti ben all’interno della Restaurazion e; riforme che – vogliamo osservare – furono ampiamente ripagate con le vaste razzie di opere d’arte perpetrate dai francesi sui patrimoni ecclesiastici e patriziali, che presero la via su centinaia di carri verso Milano e Parigi, e solo in parte recuperati.

Giacomo Recchioni
Pikenoi

C’è un tempo cruciale e fecondo che questo libro riconsegna alla nostra identità collettiva: quello della Civiltà Picena, nel suo divenire complesso e stratificato, nella pienezza di significato della sua portata storica e geo-politica.
Terra di mezzo, crogiuolo di culture di confine tra il Tirreno e l’Adriatico, tra le sponde dell’Adriatico e al centro dei più ampi scambi mediterranei.
Nei secoli del periodo orientalizzante e pre-romano la civiltà picena si caratterizza per la rilevanza dei nuclei abitati, per la complessità dei codici religiosi e sociali, per le molteplici relazioni commerciali e politiche con i più importanti popoli italici e del Mediterraneo.

Marca/Marche 11/2018
Storie di comunità: relazioni, legami, appartenenze e fratture nelle storie di piccoli paesi
a cura di Marco Moroni e Marco Giovagnoli

- La piazza commerciale fanese nel XV secolo fuori dalla corte: nuove conoscenze dall’Archivio Notarile di Fano
- I mercanti di lane e di panni di Sarnano alla fiera di Foligno nel Cinquecento
- La fuga dal carcere in età moderna attraverso i documenti del tribunale vescovile di Jesi
- La cattedrale dell’Assunta di Fermo dalla seconda metà del Settecento al Novecento
- L’economia contadina a Rocca Monte Varmine tra Sette e Ottocento
- Il primo libro di cucina marchigiana tra i ricettari regionali
- Senigallia 1897: un terremoto, tre alluvioni e il caro-pane
- «Noi ritroveremo la via per ritornare sul Carso». La disfatta e la rivincita in Caporetto di Mario Puccini
- Luoghi e uomini delle Marche nel Diario del senatore Silvio Gai Presidente dell’Ente Nazionale Metano


Andrea Livi a cura di
La cuciniera economica 1818 - Il cuoco delle Marche 1864

Ristampa di due libretti di ricette di cucina

Giorgio Postrioti - Diego Voltolini a cura di
Il prestigio oltre la morte
Le necropoli picene di Contrada Cugnolo a Torre di Palme

Questo studio è dedicato alla necropoli recentemente rinvenuta a Torre di Palme che tanto interesse ha suscitato sia fra gli studiosi che nel pubblico.
Si tratta infatti di un nuovo e importante contributo alla conoscenza di un periodo storico, quello delle Marche in età preromana, sul quale negli ultimi decenni costante è rimasta l’attenzione del mondo scientifico con una conseguente intensa ripresa delle attività di studio e ricerca volte non solo a rendere conto delle nuove scoperte, ma anche a recuperare il ritardo nella edizione di contesti riportati in luce nel corso del tempo ma rimasti per lo più inediti o solo parzialmente noti.

Isabella Tonnarelli
Il cuore antico di Tolentino
Le trasformazioni urbane e l’edilizia minore dall’Unità d’Italia ad oggi

Alcuni anni fa, sfogliando vecchi documenti provenienti dall’archivio professionale di mio padre, (foto antiche e mappe di Tolentino, rilievi di edifici del centro storico, dettagli costruttivi di cornicioni, comignoli, infissi, cancelli e recinzioni, balconi e ringhiere, ecc.) ho pensato che sarebbe stato interessante raccogliere e ordinare in modo organico quel materiale per non lasciarlo per sempre chiuso tra le carte di un archivio polveroso, destinato al macero in quest’epoca di documentazione digitale.

Keoma Ambrogio
Giardini d’agrumi sull’Adriatico.
Caratteristiche orografiche e architettoniche nell’antico Stato di Fermo

Gli studi sui processi di antropizzazione del territorio e sulle relative processualità storiche rappresentano, ancora oggi, un campo di studi poco praticato. Spesso il punto di osservazione attiene soltanto all’aspetto paesaggistico, dunque percettivo, ma la realtà del territorio è assai più complessa. Essa, che Saverio Muratori definiva come “il costrutto positivo ed univoco della collaborazione di uomo e natura, nostra condizione di esistenza” (Civiltà e Territorio, 1967), associa le strutture insediative ed urbane alla massima parte delle strutture di percorrenza extraurbane ed a tutte quelle di produzione primaria, e tra queste l’agricoltura. Disconoscere questa “realtà”, oltre ad essere la causa di tanta dissipazione territoriale, non aiuta la comprensione dei fenomeni storici e dei relativi lasciti testimoniali.

Antonio Salvi
Iscrizioni medievali di Fermo e del Fermano

Le iscrizioni medievali fermane, specie quelle di epoca tarda, sono state oggetto di attenzione nel corso degli anni da parte di studiosi locali. Taluni di essi solo occasionalmente, ma altri in maniera più sistematica ne hanno tramandato la memoria. Purtroppo queste testimonianze non sono prive di errori di trascrizione; in ogni caso le forme grafiche generalmente sono state del tutto trascurate.

Luigi Girolami
Pellegrini e pellegrinaggi dalle Marche meridionali.
Le fonti documentarie di Ascoli, Amandola, Appignano, Offida, Montalto, Castignano, Ripatransone, Monsampolo e altri luoghi
con la collaborazione tecnico-archivistica di Emidio Santoni e Laura Ciotti

Accade spesso agli Archivisti di Stato nel loro lavoro di assistenza e consulenza agli studiosi di venire a contatto con ricerche e tematiche stimolanti e coinvolgenti, che offrono un’occasione di scoperta documentaria e progettualità scientifica.
È proprio il caso dell’esperienza vissuta nella collaborazione alla ricerca di Luigi Girolami sui pellegrinaggi, avviata da circa dieci anni e intensificata nell’ultimo quinquennio, nella documentazione conservata dall’Archivio di Stato di Ascoli Piceno, allargata poi a fonti non statali, cresciuta di giorno in giorno, fino a portare alla luce una quantità enorme, insospettata e inedita di testimonianze significative e variegate, che hanno consentito di ricostruire un quadro di tale ampiezza, esaustività ed articolazione finora mai realizzato sulla tematica per il territorio ascolano, che può finalmente fruire di un contributo conoscitivo così ricco ed interessante, di cui era carente rispetto ad altri ambiti geografici italiani.

Vincenzo Lavenia e Diego Perdini a cura di
Giustizia ecclesiastica e società nelle Marche in età moderna
Atti del convegno, Jesi 9 giugno 2017

La giornata di studio “Giustizia Ecclesiastica e società nelle Marche in età moderna” proposta a Jesi nel giugno 2017 dall’Archivio di Stato di Ancona in collaborazione con la locale Diocesi, come i relativi atti che presentiamo, possono definirsi un nuovo passo del percorso di ricerca e comparazione che l’Istituto ha da tempo intrapreso in tema di criminalità, giustizia e correlati fondi archivistici, riservando particolare attenzione alle documentazioni conservate sia ad Ancona sia in altre realtà del territorio provinciale e regionale.

Floriano Grimaldi
Giuseppe Antonio Vogel. Prete e “antiquario” dall’Alsazia alla Marca

Vogel, prete refrattario emigrato nelle Marche, ha dato un impulso agli studi di antiquaria e al riordino dei fondi librari e archivistici di comuni e famiglie nobili della Marca.

Elena Pisuttu
La mia patria è il mondo
Storia di una donna libera: vita, pensiero e poetica di Joyce Lussu

Questo lavoro rende omaggio a Joyce Lussu, una figura qualificatasi per l’impegno politico, culturale e sociale, responsabilmente presente e attiva nella Storia attraverso le sue idee forti che compaiono in attività sparse e poliedriche e si avvicendano in molti contesti avvalendosi sempre di adeguati mezzi espressivi.
Il proposito di questa ricerca è quello di creare un testo monografico con un approccio critico alla vita e alle opere di questa figura, protagonista di momenti rilevanti della storia contemporanea, nelle cui attività trovano precisa espressione, scandite da momenti ed episodi significativi, vicende ed esperienze del ‘secolo breve’. Si è cercato di raccontare, ricostruendo la formazione intellettuale e politica, un percorso biografico di Joyce Lussu tra vita pubblica e vita privata.

Carlo Cipolletti
Fermo guida storico artistica
Seconda edizione

Il proposito di questa guida è quello di illustrare le peculiarità storiche e artistiche della città di Fermo, del centro storico, dei borghi e delle frazioni.

Carlo Cipolletti
Guida storico artistica della provincia di Fermo
Terza edizione

Il proposito di questa guida è quello di illustrare le peculiarità storiche e artistiche della provincia di Fermo, costituita da cittadine e da piccoli borghi. Tra i monti e il mare è tutto un susseguirsi di colline con in cima paesi che hanno come orizzonte altri paesi su altre colline: uno scenario con fondali sempre nuovi col mutare delle stagioni.

«Marca/Marche» 10/2018
Famiglie nelle Marche. Economia, relazioni e potere (secoli XIII-XX)
a cura di Luca Andreoni

- Il Kastron Ghetteon e l’origine del distretto bizantino del Montefeltro
- La scultura in pietra a Fermo nel XV secolo: il Rinascimento adriatico dei maestri schiavoni
- «Bellum Truentinum»: preparativi, spionaggi e militarizzazioni nelle Marche meridionali dall’inizio del pontificato di Paolo IV fino alla guerra combattuta dalle potenze europee tra il Regno di Napoli e lo Stato pontificio (1555-1556)
- L’errata lettura della data «1141» anziché «1747» sulla “ventola” di Ripe (Trecastelli)
- Il testamento e la collezione d’arte del vescovo di Foligno Filippo Trenta (1785-1795)
- Il Fermano negli «anni del vulcano» 1815-1817

Carlo Birrozzi a cura di
Riscoperte. Un anno di archeologia nelle Marche

Il territorio è vasto, abitato fin da tempi lontanissimi, bagnato dall’Adriatico, che è stato sempre percorso come una grande arteria commerciale, e attraversato da due importanti vie consolari. Non desta stupore, quindi, che vi siano di continuo nuove scoperte che arricchiscono il patrimonio di luoghi, oggetti, conoscenza.

Carlo Verducci (a cura di)
Franco Matacotta
poeta dell'impegno civile e politico

Franco Matacotta attraversa gli anni centrali e cruciali del secolo ventesimo: la guerra, l’impegno politico tra speranze e delusioni, le lotte contadine, le veloci trasformazioni socio-economiche generate dal rapido sviluppo industriale.

Marco Moroni
Recanati in età medievale

Benché elevata al rango di città e di sede vescovile fin dal 1240, Recanati è ancora prigioniera del mito in cui l’ha rinchiusa una distorta interpretazione della poesia leopardiana.
Il libro di Marco Moroni tenta di smontare lo stereotipo del “borgo selvaggio” ripercorrendo la storia della città dalle origini, intorno al Mille, fino a tutto il Quattrocento.

Fabio Mariano
Il Complesso di San Francesco ad Alto a Capodimonte
Storia, architettura, restauri del primo insediamento francescano in Ancona

Il complesso di San Francesco ad Alto a Capodimonte, coi suoi quasi otto secoli di vita, si configura come una delle più antiche fondazioni ecclesiali di Ancona, oltre a costituire il primo insediamento francescano in Ancona che una tradizione consolidata assegna alla personale volontà del santo di Assisi.

Olimpia Gobbi
Emancipazione delle donne nelle Marche del Sud
Lavoratrici, monache e migranti fra Settecento e primo Novecento

Come è cambiata la condizione femminile nelle Marche? Attraverso percorsi complessi e originali. Perché l’emancipazione delle donne avviene in modo diverso da nazione a nazione, da regione a regione, da luogo a luogo.

Francesca Coltrinari
La Madonna della Neve di Aniello Stellato.
Un capolavoro del barocco napoletano a Grottazzolina

Le città italiane hanno il pregio di custodire un patrimonio storico-artistico rilevante non solo per quantità e qualità, ma soprattutto per la stretta relazione delle opere d’arte con i luoghi in cui si trovano: esse sono inserite infatti in un contesto di relazioni, raccontano la storia dei luoghi che le custodiscono e ne esprimono valori profondi.

Pietro Molini - Paolo Peretti
Cantanti verdiani marchigiani dell'800

È il volume II della «Trilogia verdiana marchigiana».

Pietro Molini - Paolo Peretti
Verdi e le Marche
una ricerca piena di sorprese


È il volume I della «Trilogia Verdiana Marchigiana».

Andrea Livi
FERMO SPORTIVA
Atletica • Ginnastica • Calcio • Rugby
dagli anni '30 agli anni '50

Secondo volume sullo sport a Fermo.

La storia cittadina come non l'avete mai conosciuta, vista attraverso le imprese sportive della squadra di calcio cittadina, le gare di atletica e di ginnastica, e le partite di rugby. Con moltissimi articoli, risultati dei vari campionati, e un vasto e inedito apparato fotografico.

Fabio Mariano - Andrea A. Giuliano
Il Castello d'Aquino a Rocchetta Sant'Antonio tra storia e restauro

Seppur piccolo il paese ha una sua antica storia documentata nell'ambito delle trasformazioni politiche di questi territori dal medioevo alla diluizione del Regno di Napoli. Dall'evoluzione stessa dei suoi toponimi – dalla antica Rocca di Sant'Antimo, attorno alla quale si era sviluppato il nucleo urbano originario, a Rocchetta Sant'Antonio – si può rileggere la storia del paese almeno a partire almeno dall'XI secolo.

a cura di Laura Strappa
Gli Alberi della Memoria. Il Parco della Rimembranza di Fermo

Questo libro è stato concepito a scuola. Nell’anno scolastico 2013-2014 gli studenti della classe II D avevano espresso il desiderio di “fare qualcosa di utile per la città”.

a cura di Francesco Pirani
Lodovico Zdekauer. Discipline storiche e innovazione fra Otto e Novecento

Il volume è il n. 37 della collana Studi e Testi della Deputazione di storia patria per le Marche.

Giovanni Martinelli
Cento storie nostre

Esistono molti modi per far conoscere e amare la propria storia, sollecitando quel senso di appartenenza che ognuno di noi dovrebbe nutrire.
Ho sempre creduto, convinto di non essere uno storico ma un modesto divulgatore, che fra questi “molti modi” quello del racconto capace di suscitare curiosità è uno dei più efficaci.

Aurelio Manzi - Germano Vitelli
coordinatore Vermiglio Ricci

Giardini d'aranci sull'Adritico.
L'agrumicoltura nelle Marche: aspetti colturali e artistici

Una decina di anni fa ci siamo ritrovati insieme al botanico, allo storico dell’arte, all’architetto e allo storico ad affrontare una stimolante avventura: individuare i segni ancora leggibili della tradizione agrumicola picena dal secolo XIV ai giorni nostri.
Il territorio esaminato si estende lungo la fascia costiera da Porto San Giorgio a San Benedetto del Tronto, comprensorio un tempo ricadente nell’antico Comitato di Fermo, e lungo le limitrofe località medio-collinari e collinari sino a 500 metri di altitudine sul livello del mare.

a cura di Gianfranco Paci
I fratelli De Minicis storici, archeologi e collezionisti del Fermano

Il volume è il n. 35 della collana Studi e Testi della Deputazione di storia patria per le Marche.

Marco Moroni
Castelfidardo da castello a città

Divenuta dopo la battaglia del 18 settembre 1860 uno dei luoghi simbolo dell’unità nazionale, Castelfidardo è stata elevata a città nel 1988 per i meriti acquisiti nello sviluppo economico dell’Italia postunitaria...

a cura di Mario Carassai
testi di Antonio Conti, Vieri Favini, Alessandro Savorelli
disegni di Massimo Ghirardi

Le Marche sugli scudi
Atlante storico degli stemmi comunali

Le Marche sugli scudi è frutto di una ricerca sull’araldica civica delle Marche realizzata negli anni 2009-2010.

Mario Carassai
La fascia tolentinate
una ricerca sul vessillo e l’arma comunale

Sono stati l’interesse per la storia e l’arte, per tutto ciò che queste due discipline hanno in comune, non esclusi i simboli, i segni caratterizzanti i vari periodi ed il saldo legame con la mia città a spingermi verso questa ricerca...

Andrea Livi
FERMO SPORTIVA
Giochi competitivi
dalle origini al 1930

La storia cittadina come non l'avete mai conosciuta, riletta attraverso imprese e personaggi sportivi indimenticabili, campioni di calcio, ciclismo, atletica, motociclismo, aviazione, pugilato e molto altro. Con tante curiosità e un ampio corredo fotografico.

Paolo Concetti
Il Peplo di Ctonia
Dei Greci, degli Dèi, della Bellezza, del Mito e del Logos

Un coinvolgente viaggio nella storia della filosofia antica, alle radici del pensiero occidentale, attraverso i personaggi, le finzioni erudite, i racconti, le poesie.

Fabrizio Fabi
Poesia e canto popolare nel dialetto del Fermano

La poesia dialettale del Fermano descrive il chiaroscuro, il quadretto fulminante, l'abbozzo sentimentale, ironico, saggio, appoggiato sul quotidiano e sull'invenzione che scolora il confine della cronaca confonfendolo con quello della favola, talora scampando appena dal modulo della barzelletta.
Francesco Pirani
Medievalismi nelle Marche
Percorsi storiografici dall'età moderna al Novecento

"Medievalismo" è il termine con cui si designa ogni forma di rappresentazione, di ricezione e di uso del medioevo dopo la fine di quel periodo storico. Il libro costituisce un avvincente viaggio alla scoperta di opere, personaggi e correnti che, dal Quattrocento al Novecento, hanno rivolto il loro interesse sia scientifico sia politico ai secoli di mezzo.
Sandro Marano
«Guarda dentro di te». Riflessioni sul significato e sul valore della psicoterapia freudiana

Comprendere a fondo se stessi è la base necessaria per un cambiamento personale. Non essendo cosa facile da realizzare in prima persona, si rende necessario un metodo di auto-indagine guidata. Un metodo di cui, secondo l’autore, troviamo le radici già nella filosofia antica, nell’esortazione di Socrate alla cura ed alla conoscenza di sé.
progetto editoriale Andrea Livi
testi di Carlo Cipolletti
traduzione di Marco Rotunno


FERMO
Guida storico artistica

Il proposito di questa guida è quello di illustrare le peculiarità storiche e artistiche della città di Fermo, del centro storico, dei borghi e delle frazioni.