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Giulio Rufo Clerici
Il caso Corsi e la criminalità politica nello Stato pontificio

ISBN 88-7969-311-6
€ 16,00
Ft. 170x240 mm
2013, pp. 192, copertina in brossura
La storia del Risorgimento comprende episodi famosi accanto ad avvenimenti ignoti, la cui riscoperta è necessaria, al fine di conoscere meglio le vicende che hanno portato all’Unità d’Italia, al concordato del 1929 e al dialogo moderno tra fedi e opinioni diverse.
In questa prospettiva Il caso Corsi e la criminalità politica nello Stato pontificio ricostruisce l’omicidio di un sacerdote, commesso durante la Repubblica romana, insieme al relativo processo, celebrato dalle autorità del Papa dopo la Restaurazione, consentendoci di approfondire il rapporto tra potere temporale e spirituale nel più importante ordinamento confessionale europeo.
I delitti contro la religione e il buon costume nello Stato pontificio minano l’ordine pubblico e sono perseguiti in via “spedita e sommaria”, allo scopo di correggere il colpevole, come già rilevato dall’autore (G.R. Clerici, Processare l’immoralità, Andrea Livi ed., Fermo 2008).
Uguale attenzione meritano i crimini politici, anch’essi oggetto di una procedura “spedita e sommaria”, diretta alla scoperta e alla punizione del reo: nel caso Corsi, all’esito del giudizio, cinque uomini sono stati decapitati, in un sistema giuridico che offriva poche garanzie all’imputato e al suo legale. Ne è seguita una spirale di polemiche (i primi resoconti parziali sono stati pubblicati fin dal 1860, ed è interessante confrontarli con gli atti del giudizio, paragonando la narrazione tradizionale con la ricostruzione storica): polemiche culminate con l’omicidio del magistrato responsabile delle indagini, nonostante le sue precauzioni per sfuggire al “pugnale degli assassini settarj”.
Questo volume, dunque, può essere letto su due livelli: il fatto storico e il suo contesto, reso più comprensibile da un vasto apparato critico. In tal modo l’autore ci propone un caso emblematico e “scottante”, alla luce dei documenti conservati nell’Archivio Segreto Vaticano, nell’Archivio del Museo del Risorgimento e negli Archivi di Stato di Roma, Fermo, Ascoli e Ancona.
Le fonti – spesso inedite, o difficilmente accessibili – sono arricchite da stampe, grafici e immagini rare, in un’opera attuale e di pregio.