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Massimiliano Redondi
Dopo la Modernità. E la Chiesa?
(seconda edizione)

€ 20,00 Ft. 170x240 mm 2014, pp. 276
In un’epoca sempre più secolarizzata, in cui la cultura si espande sotto la spinta del progresso scientifico e tecnologico, qual è il ruolo della Chiesa?
Corre essa il rischio di smarrire la novità del messaggio che veicola, internamente travagliato da chiusure interconfessionali, da un ritualismo datato, da un dogmatismo non dialogico e da un ecclesialismo angusto?
O può forse tentare una nuova evangelizzazione inaugurando un linguaggio nuovo e una nuova struttura di annuncio?

A questi e altri urgenti interrogativi Massimiliano Redondi si propone di rispondere strutturando la propria indagine in cinque parti.
La prima parte espone le parti salienti del pensiero di Romano Guardini, noto teologo che ha gettato nuova luce sullo sviluppo della Modernità a partire dal Rinascimento. L’interpretazione proposta da Guardini apre alla comprensione e dona chiarezza teologica anche a scritti di altri pensatori cristiani o laici. L’esposizione della sua visione si rivela utile per ottenere strumenti interpretativi della contemporaneità.
La seconda parte evidenzia gli snodi più importanti della Modernità e del suo progressivo “scivolare” nella Postmodernità, ricercando i concetti e le componenti culturali che la permeano. Tali concetti informano le precomprensioni dell’uomo contemporaneo e contribuiscono per alcuni a snervare nel nucleo profondo la fede cristiana, per altri a respingere il messaggio religioso in generale. Si descrivono, inoltre, gli esiti della Modernità alla luce della crisi che investe i concetti di uomo, mondo, natura, sacro, Dio, stato, nazione.
La terza parte analizza il discorso di Paolo di Tarso all’Areopago di Atene (At 17, 22-34) e pone in evidenza i debiti dell’apostolo nei confronti della cultura ellenista e giudaica del I sec. d.C. Il modo di porsi di Paolo, col suo linguaggio multiculturale, può essere considerato un esempio eccellente d’inculturazione del messaggio cristiano, che anche oggi, in altra forma e con altra mediazione, andrebbe riproposto.
La quarta parte descrive il porsi della Chiesa in relazione alla Modernità, ormai esaurita nei suoi ideali, sulla falsariga del discorso di Benedetto XVI a Regensburg, che, tra luci e ombre, con la sua enfasi, riabilita la ragione. Si focalizzano i temi più importanti che, nella visione del Papa emerito, contribuiscono a irrobustire e a rinnovare la fede nel nostro contesto secolarizzato.
Infine, nella quinta parte si sviluppano alcune considerazioni sulla fede e sulla contemporaneità alla luce di un auspicato rinnovamento della Chiesa che non può più non tenere conto delle nuove esigenze dell’uomo e delle sue conquiste culturali. Si prospetta l’ipotesi di una nuova inculturazione della fede nella società postmoderna, non disgiunta da un serio e autentico modo di porsi da parte delle strutture e dei ministeri ecclesiali.


Massimiliano Redondi è nato a Piazza Brembana nel 1940. Ha conseguito la Licenza in Missiologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Ha tenuto seminari sul tema «Fede e Modernità» presso l'Istituto Teologico Marchigiano di Fermo.