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a cura di Ugo Gironacci
Gazzetta della Marca
primo settimanale d’informazione regionale
nelle Marche pontificie d’
ancien régime

ISBN 88-7969-325-5
€ 40,00
Per gli abbonati alla Rivista di storia regionale «Marca/Marche» sconto 30% € 32,00
Ft. 170 x 240 mm
2014, pp. 670, copertina cartonata
Il volume è la trascrizione integrale moderna delle fonti superstiti del primo settimanale regionale concernenti non solo i grandi eventi delle maggiori città delle Marche, ma anche le cronache dei piccoli paesi della regione.
Nel testo sono citati ben 175 comuni marchigiani.
Gli articoli riguardano la cultura, la cronaca, il banditismo, le calamità naturali, le scoperte scientifiche, le epidemie, i medici e la medicina, la musica e gli spettacoli teatrali, le fiere, le feste paesane con i giochi del pallone, dello steccato e le corse dei barberi, i movimenti di navi e di merci nel porto di Ancona.
Le notizie sono rintracciabili attraverso ricchi indici tematici, utili strumenti di accesso a un materiale tanto variegato quanto denso di protagonisti, luoghi, date e vicende.


***
Il Settecento, come ben si sa, è stato un secolo di straordinaria civiltà e cultura, anche nelle periferiche contrade marchigiane. Specialmente la società e i costumi, già palesemente mutati rispetto alla prima metà dello stesso secolo, quantunque non ancora stravolti dai nuovi ideali della Rivoluzione francese, si aprirono nella seconda metà a più vasti strati di popolazione, sempre più attenta e avida fruitrice di informazioni ‘fresche’ di ogni genere: da quelle di schietto interesse economico-commerciale (fiere e mercati, traffici terrestri e marittimi, prezzi correnti dei vari generi sulle diverse piazze, ecc.) a quelle riguardanti la cronaca (nera o rosa che fosse) e gli incarichi istituzionali (nomine di governatori, magistrati, medici, maestri, ecc.), fino a quelle più frivole, come la moda, le nuove pubblicazioni, le feste (per lo più religiose), gli spettacoli pubblici (corse di “barberi”, “steccati”, rappresentazioni teatrali, ecc.) e via dicendo.
La tipografia, dunque, quale strumento d’informazione allora maggiormente diffuso e accessibile al più vasto pubblico, dovette necessariamente venire incontro a simili esigenze, mettendosi al passo con i tempi correnti e le nuove leggi di mercato. Perciò intraprendenti operatori del settore, subodorando un affare redditizio, si cimentarono – con maggiore o minor successo – nel dare alle stampe, in varie città delle Marche (Ancona, Senigallia, Pesaro, ecc.), agili fogli periodici di informazione (le “gazzette” o “avvisi”, appunto), la cui efficacia era tanto più garantita quanto maggiori fossero frequenza e puntualità di pubblicazione, nonché tempestività ed esattezza delle informazioni ottenute per mezzo di una rete capillare di corrispondenti locali.
La Gazzetta della Marca, pubblicata dai tipografi maceratesi Antonio Cortesi e Bartolomeo Capitani con cadenza settimanale, benché abbia avuto la breve vita di un solo triennio (aprile 1785 - giugno 1788), costituisce un significativo esempio di tale casistica.
Questo periodico, non certo sconosciuto ad alcuni moderni cultori di storia locale marchigiana che ne hanno autonomamente tratto interessanti materiali per loro specialistici studi, non era stato però finora considerato nella sua interezza.
Proprio il ridotto arco temporale della sua esistenza ha fatto concretizzare il progetto di renderlo testualmente disponibile in toto, cioè nella serie completa dei suoi numeri (ad eccezione di pochissimi, finora irreperibili: per la situazione delle fonti, conservate nel Fondo De Minicis della Biblioteca comunale di Fermo, si veda la Premessa) e nella trascrizione integrale di ciascuno di essi numeri.
Viene così resa accessibile, in una veste grafica che ne facilita la lettura pur mantenendo il ‘colore’ del linguaggio dell’epoca (per i criteri di trascrizione si veda la Nota editoriale), e – quanto ai contenuti – messa a disposizione, non solo degli studiosi ma anche della più ampia platea di chi è giustamente curioso delle trascorse vicende storiche e di costume, una preziosa fonte per la storia locale: anche di località minori e ‘minime’ della nostra regione, da sempre frammentata in una pletora di grandi e piccole realtà urbane e rurali.

Dalla recensione di P. Peretti in «Marca/Marche», 3 (2014).