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a cura di Paolo Peretti
Vincenzo Sassaroli
il musicista che osò sfidare Verdi

ISBN 88-7969-389-1
€ 15,00
Ft. 170x240 mm
2017, pp. 256, copertina in brossura
Vincenzo Sassaroli (Tolentino, 1816-Genova, 1904). Questi, a suo tempo, osò pubblicamente ‘sfidare’ Giuseppe Verdi all’apice della gloria, accusandolo di aver tradito con Aida l’opera italiana e proponendosi egli stesso di musicare nuovamente il medesimo libretto. Verdi – come si può immaginare – non rispose e l’editore Ricordi, anch’egli chiamato in causa, si limitò a pubblicare (senza commenti, ma sotto la Rubrica amena) la lettera della disfida sassaroliana sulla “Gazzetta musicale di Milano”, attirando sull’autore di essa la derisione generale.
Sassaroli infatti non indirizzò i suoi strali polemici solo contro Verdi, ma anche contro Wagner (in un mondo musicale diviso tra verdiani e wagneriani, egli riuscì a contestare entrambi, da un personalissimo punto di vista), nonché nel settore della cosiddetta “riforma ceciliana” della musica sacra e dell’organo da chiesa, schierandosi con i tradizionalisti. Ognuna di queste polemiche, non certo immotivate, è stata sempre da lui condotta con acume critico e abbondanza di risorse dialettiche; ciò a prescindere dalla condivisione o meno dei suoi assunti artistico-estetici, che pure rispecchiano un sentire allora molto più diffuso di quanto oggi si possa pensare, a testimonianza della vivace temperie culturale dell’epoca. Per affrontare al meglio i vari aspetti della complessa personalità di Sassaroli, che affiancò all’attività musicale il non comune esercizio di capacità medianiche, facendo premonizioni veritiere e operando guarigioni certificate, abbiamo chiesto aiuto ad alcuni amici studiosi fuori regione: i musicologi Riccardo Pecci (Como) e Maurizio Tarrini (Savona), il dott. Massimo Biondi (Grottaferrata), giornalista esperto di storia della scienza e parapsicologia.