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Acruto Vitali poeta e pittore (1903-1990)
con testi di
Elio Pecora
Alfredo Luzi
Stefano Papetti

ISBN 88-7969-402-2
€ 18,00
Ft. 170x240 mm
2017, pp. 140, copertina in brossura
Persona davvero singolare Acruto Vitali. Imprenditore e poeta, cantante e pittore, amico di Licini e di Penna, di cui addirittura primo maestro di poesia, folle da inerpicarsi fino ai cieli dell’immaginazione e saggio fino a occuparsi delle quotidianità più affaticanti.
La sua voce levava echi, conduceva verso musiche antiche, portava al riso e al sorriso; ne trapelava la certezza di chi, già nella prima età, ha chiesto alla vita di abitarla per intero e in piena luce. Era nato a Porto San Giorgio il 5 ottobre 1903 da Primo, proprietario di una delle maggiori fabbriche di ghiaccio della zona, e da Ada Cestarelli. Frequentò l’Istituto Tecnico Industriale «G. Montani» di Fermo, si trasferì a Milano nel 1926 per studiare musica e canto, fu allievo a Milano del tenore Alessandro Bonci, a Roma del tenore Sammarco, esordì nel 1929 ne I Pescatori di perle di Bizet, nel ruolo di Nadir. Negli anni Trenta cantò in teatri italiani ed europei, ma di quest’attività artistica, anche intensa, diede in seguito solo pochi cenni. Nel 1940 era tornato a Porto San Giorgio affiancando il padre nella gestione della fabbrica di ghiaccio. Ed era come se, con quel ritorno, avesse chiuso definitivamente, con la serenità che contraddistingueva una natura di uomo e di artista, la sua vita di cantante.