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Cesare Baroni Urbani - Maria L. de Andreade
Utilizzo, migrazione ed estizione dei soprannomi istitizionali nell'Anconetano tra eredità e mememtica

ISBN 88-7969-434-0
€ 30,00
Ft. 210x300 mm
2019, pp. 162, copertina in brossura
Definiamo soprannomi istituzionali tutti quei soprannomi che compaiono in un certificato ufficiale, anagrafico o notarile. Nell’Anconetano, conosciamo un solo soprannome istituzionale del secolo XIII, due del secolo XIV, ma è dal XV che il loro uso comincia ad essere più frequente. Molti dei soprannomi più antichi si trasformarono in cognomi nel Settecento. Altri continuarono ad essere usati in apposizione al patronimico e, malgrado il loro uso continuato nella lingua parlata, scompaiono gradualmente dai rogiti e dai registri anagrafici dopo il 1950. Prima di questa data, l’uso dei soprannomi nei documenti parrocchiali dipende dalle attitudini del parroco. Per questo studio abbiamo trascritto 3.728 soprannomi istituzionali ricavati dai certificati di morte tra il 1700 e il 1950 in 14 parrocchie dell’Anconetano. Escludendo le ripetizioni e le varianti ortografiche e fonetiche, per il nostro studio abbiamo selezionato 1.406 soprannomi istituzionali diversi. Un grafo isomorfico i cui vertici sono connessi dai valori del coefficiente di coesistenza di Jaccard, calcolato sulla presenza/assenza dei soprannomi, mostra 80 connessioni tra gli apici, su di un totale di 91 possibili. Diversi tipi di soprannomi, come «Fattore» o «Zoppi», derivano dalla professione o da tratti fisici del portatore. Eliminando questi e altri soprannomi banali che potrebbero essere stati ideati indipendentemente in popolazioni diverse, rimangono 68 connessioni tra popolazioni. Per spiegare l’uso dello stesso soprannome per persone diverse, abbiamo usato una semplice regola generale: 1. Quando due persone con lo stesso cognome e soprannome risiedono nella stessa parrocchia, il soprannome è un attributo trasmissibile o ereditabile della famiglia. 2. Quando due persone con lo stesso cognome e soprannome risiedono in parrocchie diverse, il soprannome è trasmesso per migrazione di consanguinei. 3. Quando due persone di cognome diverso portano lo stesso soprannome, il soprannome è stato trasmesso per imitazione culturale (memetica) oppure, nel caso di soprannomi banali, è nato per evoluzione convergente (omoplasia). La decisione tra memetica e omoplasia è presa a posteriori, caso per caso a seconda della natura del soprannome. Gli scambi all’interno di una popolazione trasmessi per imitazione (memetici) sono 61 su 457 (13%) e quelli trasmessi tra familiari 396 (87%). D’altra parte, gli scambi tra popolazioni sono solo 95, di cui 51 (54%) trasmessi culturalmente e 44 (46%) trasmessi da un portatore. Queste differenze sono altamente significative. L’origine memetica, quindi, spiega un numero minore dei soprannomi presenti in ogni popolazione ma la maggioranza di quelli importati.