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Massimiliano Redondi
La crisi della Postmodernità
Umanità e Ambiente

ISBN 978-88-7969-473-5
Ft. 150x210 mm
2021, pp. 132, copertina in brossura
FUORI COMMERCIO
Tutti noi stiamo meditando intorno alle sorti del nostro pianeta in conseguenza delle manipolazioni che l’uomo ha introdotto nella biosfera.
Ho voluto mettere per scritto, sull’onda delle sempre nuove emergenze economiche, ecologiche e sanitarie queste considerazioni tratte da letture di autori di vagliata competenza a cui rimando nella essenziale bibliografia allegata.
Dopo aver brevemente descritto le caratteristiche della modernità ho cercato di evidenziare le modalità operative della nuova fase, chiamata da alcuni postmodernità, rifacendomi ampiamente alle teorie di Bauman, in chiave sia economica che sociologica in senso lato.
Ho accennato alle principali teorie che descrivono la contemporaneità, in una visione eurocentrica e occidentale, cercando prima di mettere in risalto i punti nodali che possono aver contribuito, all’erosione della valorialità di alcuni parametri esistenziali che sono alla base della nostra sopravvivenza sulla Terra.
Senza di essi l’utilizzazione dissennata del pianeta potrà danneggiare la nostra convivenza.
Infine ho descritto brevemente come la postmodernità tanto nella prassi che negli ideali sia condizionata dai media supportati da internet e dal nuovo potente strumento delle macchine “pensanti” che coi loro algoritmi stanno superando l’uomo.
Evidenzierò anche come la gestione e il controllo del potere sia un tema prioritario se si vuol salvaguardare la vita sulla terra nelle forme in cui la conosciamo.
Intorno al 1950 quando si incominciavano a utilizzare più a fondo i beni di questo pianeta, per le aumentate disponibilità economiche che erano scaturite dalle potenti innovazioni introdotte nell’industria e nell’agricoltura, la terra ospitava 2,5 miliardi di persone: poche automobili, poco consumo di ossigeno, pochissimo inquinamento ecc…
Ora? Con più di 7 miliardi di uomini, leggendo l’andamento esponenziale dei grafici che rilevano i dati fisico-biologici-economici della Terra, ci troviamo di fronte a gravi dilemmi. Le critiche che verranno sollevate in questo lavoro, seppure pertinenti, non disconoscono l’importanza che le conquiste scientifiche e tecnologiche hanno avuto nel migliorare le condizioni di vita di buona parte dell’umanità.
Potremmo tra le tante evidenziare: l’imponente circolazione d’idee e d’informazioni, l’elevazione generale del tenore di vita, la diffusione della cultura di base attraverso l’istruzione diffusa, il miglioramento degli standard della medicina preventiva, la diffusione degli interventi sanitari, l’allungamento della vita media, il miglioramento delle condizioni economiche delle classi più svantaggiate attraverso tutele sanitarie e previdenziali, il diritto al lavoro, il diritto di sciopero, ecc.
Negli ultimi decenni il potenziamento delle relazioni tra individui e nazioni, la accresciuta possibilità d’incontrare altre culture, il diritto alla libera opinione, il pluralismo nelle concezioni politiche e gli scambi d’informazione, hanno contribuito a migliorare la sensibilità al problema ecologico, alla tutela dei diritti umani, alla salvaguardia del pianeta il cui equilibrio, tra vita e risorse, si va facendo sempre più precario.
Ho voluto evidenziare i punti nodali che possono celare pericoli per il genere umano e annullare le conquiste fin qui raggiunte. Verso la fine del XVIII secolo, l’Età Moderna giunge a far maturare le idee e i sentori che avevano avviato la trasformazione della società europea a partire dal secolo XV.
Emergono le seguenti peculiarità della Modernità: a) tendenza a fornire delle visioni globali del mondo capaci di offrire legittimazioni filosofiche al conoscere e all’agire; b) propensione a descrivere i fenomeni in termini di «novità» e di «superamento»; c) attitudine a concepire la storia come «percorso progressivo» di cui gli intellettuali conoscono i fini e i mezzi idonei a conseguirli. In quest’epoca, con la prima industrializzazione, la produzione di beni di consumo esplode e si hanno i primi radicali mutamenti nelle strutture economiche e sociali nelle diverse nazioni europee. Le classi più umili, dapprima sfruttate incominciano ad utilizzare i beni che venivano prodotti. Attraverso scuole, sanità, alloggi si eleva così gradatamente il loro tenore di vita.
Le società si trasformano da economie di tipo agricolo, in cui la nobiltà deteneva la maggior parte dei beni di produzione (terra), in economie di tipo manifatturiero, industriale, in cui la borghesia possiede la maggior parte dei mezzi produttivi.
Le forze lavorative passano dalla manovalanza agricola a quella industriale (fabbrica). Questo è reso possibile anche dall’uso di macchine che integrano e in alcuni casi soppiantano la forza umana e animale. Le macchine utilizzano l’energia prodotta dalle nuove fonti energetiche come i combustibili fossili e l’energia elettrica. Tutto ciò porta ad una forte innovazione tecnologica che favorisce lo sviluppo economico ma anche profonde modificazioni nel tessuto politico-sociale.
Inizia così la rivoluzione industriale che provocò un rapido e considerevole accrescimento della popolazione mondiale. L’innalzamento delle rese agricole per ettaro e i progressi nel campo igienico sanitario, l’estinzione o comunque la riduzione delle ricorrenti calamità che da secoli colpivano le aree più popolate (peste, colera, carestie agricole ecc.) abbattono i tassi di mortalità e innalzano l’età media della popolazione. L’esplosione delle dinamiche demografiche contribuisce ad un ulteriore sviluppo economico e incentiva a sua volta l’economia attraverso l’ampliamento dei consumi, dando luogo alla seconda rivoluzione industriale.
Utilizzando petrolio e energia elettrica, più tardi energia atomica, come fonti energetiche si incrementò ulteriormente la produzione industriale ed agricola facendo sperare in una crescita sempre più alta del prodotto interno lordo delle varie nazioni Dal punto di vista produttivo possiamo introdurre le seguenti suddivisioni temporali:
A) Prima Rivoluzione industriale.
Fu traente il settore tessile-metallurgico: invenzione della spoletta volante e della macchina a vapore.
B) Seconda Rivoluzione industriale: uso dell’energia elettrica come forza motrice, come tramite di gran parte dei processi produttivi e uso estensivo del motore a scoppio.
C) Terza rivoluzione industriale: Introduzione dell’informatica e dell’elettronica. Forte spinta all’innovazione tecnologica. Allo sbarco dell’uomo sulla luna si accompagna una fiducia quasi illimitata nella scienza. L’intelligenza artificiale (I.A.) diventa operativa e condizionante.