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Pino Scaccia - Giorgio Pegoli
Kabul la città che non c’è

ISBN 88-7969-162-7
€ 15,00
Ft. 240x220 mm
2002, pp. 132, copertina in brossura
“Finalmente scopro Kabul Ferita. Variopinta.
Incredibile ammasso di umanità. Su ogni palazzo ci sono i segni pesanti di tutte le guerre che l’hanno violentata, da secoli. Il vecchio bazar dei quattro portici è ormai un’enorme baracca, il mausoleo di Timur Shah sventrato, la fortezza di Baia Hissar un cumulo di macerie. Avevo letto da qualche parte: Kabul è la città che non c’è.
Invece è bellissima. Me ne innamoro, d’istinto”.
È il primo impatto con Kabul di un inviato che ne ha viste tante. A Pino Scaccia basterà poco per rendersi conto poi dei problemi e dei disagi. Li soffrirà quando diventerà consapevole di una pace forse finta e della certezza che ci vorrà ancora molto tempo per portare l’Afghanistan a un livello di vita decente. Un diario denso di racconti, ma soprattutto di riflessioni, la crisi di un cronista diviso fra il suo mondo, quello occidentale, e le contraddizioni di una terra così lontana. Non solo fisicamente da noi. Il merito di un grande fotoreporter come Giorgio Pegoli è di aver tradotto in immagini questi dubbi, riprendendo così da vicino quel popolo afghano da guardarlo quasi dentro, nell’anima.
“La chiamano la città degli scheletri per almeno tre motivi. Per quell’infinito panorama di rovine, per i morti che trent’anni di guerre hanno provocato, ma anche per i segreti, le paure, i fantasmi che ancora attanagliano Kabul”.