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Marco Rotunno
Il Fermano dialetto d’Europa

ISBN 88-7969-260-7
€ 10,00
Ft. 120x165 mm
2009, pp. 96, copertina in brossura
I primi appunti di questo libro furono scritti a Berlino nel 1995. Li scrissi durante uno dei miei allora frequenti soggiorni nella capitale tedesca. Nei brevi (ma intensi) corsi di italiano che tenni, portavo ad esempio diverse corrispondenze tra la nostra lingua ed il tedesco, motivate da ben precise ragioni storiche e descritte da illustri studi di glottologia, sui quali mi ero documentato. Ma fu soprattutto nelle conversazioni con i miei amici tedeschi che notai particolari e curiose coincidenze e ne presi nota, con crescente interesse e talvolta persino emozione. La questione è molto semplice: sappiamo che l’italiano è ricchissimo di parole prese a prestito da diverse lingue germaniche e riversate nella nostra lingua a più ondate, nell’arco di molti secoli (di invasioni e occupazioni più o meno cruente da parte di diversi popoli germanici). Tali parole sono ben assimilate; tanto è vero che moltissimi italiani non sospetterebbero minimamente che parole «italianissime» come cuscino, spiedo, albergo, palla, fiasco siano di origine tedesca. D’altra parte, nel dialetto del Fermano ho trovato espressioni di origini germaniche che invece non hanno riscontro alcuno nella lingua italiana. Si tratta di affinità semplici e sorprendenti ad un tempo. Nelle più conosciute pubblicazioni locali sull’argomento – ormai classiche o più recenti – ho trovato scarse tracce di spiegazione sull’origine di certe locuzioni da me investigate; talvolta nessuna. Dunque il mio contributo può aiutare a svelare qualcosa di nuovo del nostro antico dialetto. L’entusiasmo mi ha condotto – nel tempo – a cercare altre tracce dello stesso tipo: prestiti di altre lingue europee e non, anch’essi assenti o quasi nella lingua italiana.