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Giovanni martinelli
Dizionario biografico di Personaggi del Fermano

ISBN 978-88-7969-489-6
€ 30,00
Ft. 170x240 mm
2021, pp. 400, copertina in brossura
Nei dizionari dei personaggi delle Marche usciti in passato, il Fermano ha avuto sempre un riguardo marginale. Certamente è difficile essere esaustivi, ma di più poteva essere fatto e questo libro, che finalmente esce, lo dimostra. Perché di personaggi da riscoprire per raccontare le sue tante storie questa terra ne ha ancora molti, e quelli che oggi presentiamo – che pure sono 650! – sono convinto siano solo una parte. Per questo parlo «di» personaggi e non «dei» personaggi.
Mi sono sempre posto la domanda di cosa possa significare essere personaggio. Rispondere non è facile, perché in una comunità può esserlo non solo chi ha potuto avere fama oltre il locale, ma anche chi ha lavorato nel suo ambito per farla crescere socialmente, culturalmente, economicamente, lasciando con questo memoria della sua presenza e della sua opera.
Questo dizionario non esce con l’impianto delle dettagliate e corpose biografie, ma è una raccolta di schede biografiche. Una sintesi di chi è stato e di cosa ha fatto, e del ricordo che ha lasciato, arricchita da una bibliografia essenziale alla quale ogni scheda rimanda per saperne di più, per studiare ancora, per capire il personaggio nel suo tempo e nel suo contesto, migliaia di riferimenti biografici ai quali si rimanda per approfondire la ricerca.
Nel loro corposo insieme le schede rappresentano la storia e la civiltà di questa terra. Si potranno scoprire il fisico della «particella di Dio» o il matematico che superò la successione di Fibonacci, il cardinale che condizionò la politica romana, il papa «tosto», il «sommo» dell’arte medica, l’inventore del «training autogeno», il tiranno che ispirò Machiavelli, l’astronomo che stabilì i natali di Roma, il custode del cuore di san Filippo Neri, la voce dell’«ora esatta», il condottiero sedotto dalla figlia del sultano, l’inventore che anticipò la telegrafia senza fili o quello che modernizzò le ferrovie italiane, il cantante che Verdi predilesse, il musicista del clan di Celentano, il pittore delle «Amalassunte» che vinse la Biennale, ma anche «lu curatu de lu Trocchijà» o il poeta che vinse «la Corrida». E ancora, ancora… Si potrà conoscere tante storie legate alla vita e al vissuto di personaggi della cultura, della politica, dello sport, della scienza, delle armi, della medicina, dell’economia, attraverso le quali allargare lo sguardo su storie più grandi, che vanno al di là del Fermano. Ma anche piccole storie di chi fondò istituzioni benemerite per i poveri, gli ammalati, gli orfani senza futuro, meritando una incancellabile memoria nella storia della sua comunità. Ho voluto anche raccontare persone del nostro tempo, che abbiamo conosciuto, apprezzato, rimpianto.
Poche le figure femminili, è vero. Perché fino ad oggi la storia ha concesso loro poco spazio e poca vita pubblica. Ma quelle poche raccontate, anche se confinate in specifiche categorie, sono emblematiche ognuna di un proprio mondo, dalla prima donna sindaco alla scrittrice della libertà, dalla suora delle mistiche apparizioni alla cantante lirica che per amore lasciò le scene, dalla suora pittrice alla celebre veggente, dalla «Bernadette dei Sibillini» all’eroica crocerossina.
Molte cose andrebbero aggiunte e molti errori saranno da correggere. Confesso che fare sintesi e ridurre a scheda esaustiva vita e opere di personaggi importanti non è stata impresa facile. Come facile non è stato per gli storici e i ricercatori del presente fare storia senza cedere all’impianto agiografico di storici locali del passato troppo spesso usi a esaltare le memorie patrie a danno della verità.
Chiedo scusa al lettore che ha cercato nell’indice il personaggio del suo paese, caro alla sua memoria, e non lo ha trovato: sarà argomento per altri. Mi consola la certezza di aver chiuso un lavoro – che molti si auguravano da tempo – nel filone delle biografie storiche, filone interessato, almeno mi sembra, da un nuovo interesse. Garantisco che è stato un lavoro difficile sia nella ricerca documentaria sia in quella iconografica, che spesso ha dovuto superare lo scetticismo di archivi, comuni, famiglie, che hanno visto con una certa diffidenza il progetto del dizionario. Un grazie particolare a Sabrina e Andrea Livi, che nel comporre il libro hanno messo la stessa curiosa passione di chi lo ha scritto.